L’artigianato veneziano ha finalmente una tutela.
Una norma attesa da tempo
Il problema che questa legge risolve
Eppure questa parola ha un significato preciso: parla di mani, competenze, tempo, ricerca e conoscenza dei materiali. A Venezia, dove l’artigianato artistico è parte integrante dell’identità della città, confondere le botteghe autentiche con produzioni in serie significa mettere a rischio un patrimonio costruito e tramandato nel tempo.
Le conseguenze sono concrete:
Concorrenza sleale nei confronti delle botteghe competono con prodotti realizzati secondo logiche e costi completamente diversi.
Confusione tra visitatori e residenti, che faticano a distinguere ciò che è realmente artigianale da ciò che viene semplicemente presentato come tale.
Svalutazione del lavoro manuale e creativo, perché se tutto viene definito “artigianale”, la parola stessa perde valore.
Cosa prevede la nuova normativa
Fino all’1% del fatturato aziendale per ogni violazione
Minimo 25.000 euro a violazione, indipendentemente dal fatturato
Un passo importante, perché per la prima volta alla tutela della parola si affiancano strumenti concreti per contrastarne l’uso improprio e proteggere chi opera nel rispetto delle regole.
Non si tratta semplicemente di burocrazia, ma di riconoscere una differenza sostanziale tra ciò che è realmente artigianale e ciò che viene soltanto presentato come tale. Significa restituire valore a chi quel valore lo produce davvero, giorno dopo giorno, pezzo dopo pezzo.
Il mio impegno con Confartigianato Venezia
Ricopro il ruolo di vice-presidente del settore moda di Confartigianato Venezia, un incarico che sento come un privilegio, ma anche come una responsabilità verso tutti quei professionisti che ogni giorno portano avanti il valore del vero Made in Italy attraverso il proprio lavoro.
Confartigianato per me è molto più di un’associazione di categoria: è una comunità, una famiglia professionale con cui condivido valori profondi legati al lavoro manuale, alla qualità, alla creatività e alla tutela delle eccellenze italiane.
Farne parte significa confrontarsi, condividere esperienze e soprattutto lavorare insieme affinché il mestiere dell’artigiano venga riconosciuto, rispettato e tutelato. È anche grazie a questo impegno collettivo e al lavoro portato avanti negli anni che una norma così importante è potuta diventare realtà.
Ora servono i controlli
Una legge vale quanto i controlli che la sostengono. Aver finalmente riconosciuto e tutelato il significato delle parole “artigianato” e “artigianale” è un passo fondamentale, ma ora è necessario fare in modo che questa tutela trovi un’applicazione concreta sul territorio.
Per questo Confartigianato Venezia intende incontrare al più presto la nuova Amministrazione comunale, affinché la vigilanza sia costante ed efficace, soprattutto nelle aree a maggiore pressione turistica, dove il rischio di utilizzo improprio di queste denominazioni è più alto.
L’obiettivo è semplice: fare in modo che “artigianale” torni ad avere un significato preciso. Che chi entra in una bottega veneziana possa riconoscere il valore di un lavoro autentico, frutto di competenza, tempo e creatività, distinguendolo da ciò che ne riproduce soltanto l’apparenza.
È una battaglia che riguarda il mercato, ma anche la cultura e l’identità della nostra città. E sono orgogliosa di poter fare la mia parte.
“Ogni gioiello che porta la mia firma è realizzato interamente a mano, nel mio atelier di Dorsoduro, con materiali certificati e selezionati uno ad uno. Questo è ciò che significa, per me, artigianato autentico.“